L’acqua ha completamente conquistato questo angolo nella roccia e l’ha reso meraviglioso! In questa immagine l’acqua compare in ciascuno dei suoi stati: il ghiaccio che incrosta la parete sulla sinistra, l’acqua della cascata che precipita con violenza e il vapore acqueo, che viene proiettato ovunque creando nubi e contribuisce a dar vita agli arcobaleni. Ebbene sì, abbiamo due arcobaleni in questa immagine: il primario, molto visibile al centro dell’immagine, ed il secondario, più evanescente e posizionato nella parte superiore della fotografia. Dal punto di vista fisico si tratta di un fenomeno unico, in quanto l’arcobaleno secondario è riferito al primario. Si tratta dei raggi di luce che sono stati riflessi non una, ma due volte dalle pareti delle goccioline d’acqua in sospensione. Le sue caratteristiche più evidenti sono quelle di avere colori invertiti rispetto al primario e di stargli a 9 gradi di distanza, sempre centrato nel punto antisolare come il primario. Esistono anche arcobaleni terziari, quaternari, etc…, ma come potete immaginare, le probabilità di avere tre o più riflessioni nella stessa goccia sono bassissime e quindi questi arcobaleni sono raramente percettibili dai nostri occhi in quanto debolissimi.
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